Le mie idee

per Roma

Garantire

la partecipazione con le assemblee

La parola “partecipazione” per me è centrale, forse il concetto più importante tra quelli che ispirano la mia azione politica. Nei prossimi anni farò della partecipazione il punto di riferimento costante del mio lavoro , sia a livello comunale che municipale.

Cinque anni di amministrazione Raggi hanno dimostrato come il M5s spesso solo a parole si sia schierato dalla parte dei cittadini. Quando si è trattato di decidere la sindaca si è più volte posta contro il parere dei romani.

C’è uno strumento con il quale la partecipazione potrà essere garantita, quello delle “Assemblee cittadine”. Alcuni già la scorsa consiliatura ne hanno organizzato diverse su questioni molto sensibili (ad esempio sul piazzale della Stazione Tiburtina).

Credo che questo sia uno strumento importante nel contribuire a rendere efficace il rapporto amministrazione-cittadini e come opportunità di informazione e chiarimento sui temi, progetti e procedimenti. Un altro strumento che potremmo estendere a tutta Roma è anche quello dell’Osservatorio sulle Trasformazioni urbane, già sperimentato nel II Municipio. Un organo permanente costituito dai rappresentanti dei cittadini e delle associazioni e da figure di accertata competenza tecnica. L’osservatorio potrà sia sostenere ed integrare le scelte politiche degli organi istituzionali nell’ambito delle trasformazioni urbane, sia funzionare da elemento di raccordo con le istanze che provengono dal territorio.

Trasformare

la città con i concorsi di progettazione

I concorsi di progettazione sono lo strumento migliore per rilanciare la città e avere la garanzia di interventi di qualità che possano ricucire o migliorare il nostro tessuto urbano.

Bisogna aprire a nuove idee, ai giovani architetti, ed utilizzare procedure concorsuali trasparenti e spedite. Ritengo che questo debba essere lo strumento privilegiato, in quanto consente anche un dibattito architettonico sui temi.

Ritengo che questo debba essere lo strumento privilegiato, in quanto consente anche un dibattito architettonico sui temi. Naturalmente, poi, per fare le cose ci vogliono le risorse. Roma per anni ha ottenuto pochissimo a livello nazionale e lo zero assoluto dall’Europa.

È ora che la Capitale alzi lo sguardo e si ponga al fianco delle grandi Capitali europee che dialogano con l’Ue per ottenere finanziamenti adeguati ad importanti progetti di riqualificazione. Concorsi progettuali e fondi per realizzarli: solo così la città può risollevarsi puntando sulla qualità. In tal senso crediamo che sia necessario ampliare l’Ufficio Europa per l’acquisizione di fondi europei.

Nuovi tram e metro

per la città

Negli ultimi cinque anni di amministrazione a cinque stelle la sindaca Raggi non è riuscita ad aprire nemmeno un centimetro di cantiere per una nuova linea tranviaria o per il prolungamento delle metropolitane esistenti. Questo non è più accettabile per una Capitale come Roma.

Con Gualtieri lavoreremo per sbloccare le opere strategiche per la città e per il territorio su cui concentro le mie maggiori attenzioni, il II Municipio: penso al prolungamento della linea C, alla linea D (che tra l’altro attraverserà il nostro Municipio con quattro fermate: piazza Vescovio, Verbano, Buenos Aires e piazza Fiume) e agli altri prolungamenti delle metro esistenti. Dobbiamo realizzare la tranvia Togliatti e quella da Termini a Tor Vergata al posto del vecchio “trenino giallo”. E poi deviare la linea tranviaria dal Verano verso la Tiburtina, prolungare il tram 3 verso Prati, realizzare il cosiddetto tram della musica tra Prati e l’Auditorium e la Tva (Termini-Vaticano-Aurelio).Vorrei poi che la linea 2 non tagliasse più in due parti il quartiere Flaminio come oggi.

In tal senso propongo l’eliminazione dei muretti che proteggono la corsia del 2 per rendere più unito il quartiere. Basta con un quartiere spaccato da barriere fisiche spesso invalicabili anche per le persone diversamente abili! Dico NO alla funivia Casalotti-Boccea. Il M5s ci ha lasciato la rete su ferro senza manutenzione. Bisogna partire in fretta ed evitare che le varie linee siano costrette alla resa definitiva.

Tutto questo deve essere accompagnato anche ad una progettualità per rendere il trasporto privato su gomma più fluido e più organizzato.

Risolvere

la crisi dei rifiuti decentrando

La situazione della raccolta dei rifiuti a Roma è vergognosa. Non ci sono altre parole per descrivere quello che vediamo quotidianamente sulle nostre strade.

Per quanto la gestione di questo settore sia in mano all’amministrazione comunale crediamo che i Municipi possano giocare un ruolo importante per risolvere il problema. Fatta salva la necessità di un termovalorizzatore e, allo stesso tempo, della crescita della differenziata, per gestire la spazzatura della città propongo da tempo una gestione parzialmente decentrata per la raccolta.

Ama non può non avere una direzione centralizzata ma sarebbero molto utili referenti municipali con squadre locali per la pulizia dei nostri territori. Crediamo che questo decentramento, inserito nella più ampia riforma dei nuovi poteri dei Municipi, renderebbe più trasparente la pulizia delle strade.

Rilanciare

cultura, istruzione e start-up

Cultura e istruzione sono i due settori fondamentali su cui la città deve puntare con il sindaco Gualtieri per riprendersi dopo la crisi di questi ultimi cinque anni. Come, tra l’altro, fanno già tutte le grandi Capitali del mondo.

Sul fronte della cultura è superfluo elencare le innumerevoli realtà artistiche, architettoniche ed archeologiche di Roma, tra musei, piazze e siti vari, e ricordare come queste debbano essere valorizzate ancora di più. Basti pensare che una ricerca del Boston Consulting Group ci informa che il potenziale inespresso del settore in Italia potrebbe portare, nei prossimi sette anni, a raggiungere una cifra pari a 40 miliardi di euro, che impatterebbero positivamente sul Pil nazionale. Roma si potrebbe porre al centro di questo “boom” legato alla cultura.

Quando si parla di cultura dobbiamo poi pensare a potenziare l’industria del cinema e i cosiddetti lavori creativi, dal design alla moda, dal digitale applicato ai beni culturali ai videogiochi: solo per citarne alcuni.

Crediamo poi che vada incrementato, e il Comune di Roma può lavorare in tal senso, il rapporto tra università e start up. Roma potrebbe decollare se solo si rivalutassero le deficienze che attualmente frenano i giovani imprenditori.

Ci riferiamo alla scarsa presenza di incubatori e acceleratori di impresa, così come alla non riconosciuta vocazione internazionale della città e, ancora una volta, alla disastrosa condizione dei suoi servizi. I giovani talenti e le Start up hanno bisogno per prosperare di infrastrutture che funzionino, dunque trasporti, rete informatica, agevolazioni e incentivi, così come di luoghi di incontro reale e di ispirazione. Passi in questa direzione son stati intrapresi dalla Regione con iniziative come ad esempio “Garanzia giovani” e “Torno subito”, ma siamo ancora molto lontani da quello di cui la città avrebbe bisogno.

Più manutenzione

per le aree verdi e nuovo Parco del Tevere

Alberi che cadono come foglie. Bandi di gara scritti male che hanno causato ritardi di anni nella manutenzione del verde. Nessun nuovo investimento per nuovi parchi. Sono stati cinque anni davvero disastrosi quelli targati M5s sul fronte del verde, uno degli asset cittadini su cui poter basare il rilancio della città.

Roma è la più verde tra tutte le Capitali europee: 67% del territorio comunale, 85 mila ettari su 129 mila totali e 34,7% di verde cittadino. Purtroppo, però, la sua manutenzione è stata prevalentemente di emergenza e la crescita qualitativa dell’offerta neppure presa in considerazione.

Nonostante gli sforzi fatti bisogna investire di più: per il personale, che ancora oggi conta solo 250 addetti contro i 2000 del 1995, e su nuove aree verdi a partire dal parco fluviale del Tevere che qui proponiamo, un’area ricca di flora e fauna, navigabile per molti tratti. Un percorso tanto lungo quanto spettacolare per fare attività fisica a piedi e in bicicletta, un luogo di ritrovo e di vita sociale che offre una dimensione sorprendente della città, una via di complementare trasporto pubblico.

Più benessere

e lavoro creando nuove imprese

Favorire la creazione e lo sviluppo di nuove imprese attraverso agevolazioni e semplificazioni (partendo da quelle burocratiche: oggi ci vogliono 78 adempimenti per aprire una falegnameria!).

Sarà questa la nostra missione nei prossimi cinque anni al Comune di Roma. Solo così possiamo dare fiducia a idee innovative e attirare investimenti, innescando un circolo virtuoso che, specialmente per i giovani, rappresenti un’alternativa concreta alle miserie della gig economy. Il fine ultimo è quello che per il quale il Pd ha sempre lavorato: “Il miglioramento del benessere dei cittadini e della società è il fine ultimo della politica”.

Un concetto quanto mai attuale, soprattutto dopo la crisi causa dal Covid, che ha determinato drammatiche rotture sociali, l’innalzamento della quota di povertà e una divaricazione sempre più marcata tra le classi sociali.

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